Conoscete il cavolo? Sapete come cucinarlo? Vi piacerebbe sapere come mangiarlo crudo? Allora continuate la lettura.
Il cavolo è probabilmente originario dell’area mediterranea. Fin dall’antichità ne sono state apprezzate le caratteristiche sia come pianta alimentare, sia come pianta medicinale. Ippocrate, padre della medicina, lo prescriveva per coliche e dissenteria. Catone il vecchio, il grande censore romano, sosteneva che i Latini, grazie alle virtù del cavolo, per secoli avevano fatto a meno del medico.
Oltre ad essere ricco di vitamina C e di zolfo, ha un buon contenuto di vitamine A, B1, B2 e K e di sali minerali, come il calcio, il fosforo, il magnesio, il potassio e il sodio. E’ presente uno zucchero, l’inositolo, molto prezioso, in quanto entra nella costituzione della membrana delle cellule del sistema nervoso. L’acido folico è presente in abbondanza, ma si perde con la cottura.
Grazie al perfetto equilibrio dei suoi componenti ha numerose proprietà terapeutiche: rafforza le difese immunitarie, è un potente remineralizzante, un ottimo riequilibratore e rigeneratore dei tessuti, è un efficace diuretico e disinfettante intestinale; è inoltre un antinevralgico ed equilibrante nervoso. Per la sua essenza solforata, è un buon rimedio per le malattie dell’apparato respiratorio, quali afonia, tonsillite, laringite, tracheite, asma, raffreddore.

Come consumarlo?

La cottura in una pentola con molta acqua lo priva delle sue qualità e lo rende a volte indigesto. Si consiglia la cottura a vapore o, meglio ancora, si può consumare crudo condito con olio di oliva e limone, poiché restano intatti i suoi principi nutritivi. Si conserva in frigorifero anche per una settimana, ma si consiglia di consumarlo prima possibile. Per uso esterno le applicazioni di impacchi di foglie di cavolo, precedentemente macerate per qualche ora in acqua acidulata con abbondante succo di limone, si sono dimostrate avere un notevole potere cicatrizzante, capace di assorbire alcuni tipi di piaghe e di ulcere varicose; costituiscono altresì un valido rimedio per le punture d’insetto (ragno, vespa, ape). E’ efficace anche per le ragadi al seno e la crosta lattea del neonato (basterà applicare le foglie solo sulla testa del bambino anche se ne è colpito al viso). Per artrite, dolori reumatici, sciatiche, distorsioni è usato con successo. Ecco come si procede: dopo avere messo le foglie a macerare in una soluzione di acqua borica, applicare 3 o 4 foglie ben calde sulla parte dolorante, coprire con un panno e fasciare. Rinnovare l’impacco due volte al giorno e alla sera prima di coricarsi.

Una ricetta interessante: il cous cous di cavolfiore

Il cous cous di cavolfiore è una ricetta crudista, dal sapore agro-dolce, che può essere usata come monopiatto per sentirsi appagati e leggeri. In piccole porzioni, può rappresentare un valido antipasto.

Ingredienti (per 2-4 persone)
1 cavolfiore piccolo
50 gr di zucca
2 foglie di insalata
1 carota
50 gr di mandorle
1 manciata di uvetta
il succo di limone appena spremuto
la scorza del limone
sale marino q.b. (opzionale, io non lo uso)
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva spremuto a freddo

Tritare il cavolfiore nel mixer senza l’acqua per ottenere la consistenza del cous cous, quindi pulire la zucca, tagliarla molto fina, farla a quadretti e metterla nel succo del limone per 15 minuti; tagliare le foglie d’insalata e la carota a pezzetti piccoli e tritare le mandorle con un macinino da caffè (o con il mixer); a questo punto unire il tutto aggiungendo l’uvetta, la scorza di limone, il sale e l’olio.

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